LUCE e UTOPIA
Dal nome dell’isola immaginaria in cui l’umanista e filosofo inglese Tommaso Moro (1478-1535) ambientò l’omonimo romanzo, formando il nome dalle parole greche ou ‘non’ e tópos ‘luogo’, per indicare un luogo che non esiste, il termine UTOPIA, viene oggi sempre più utilizzato nel linguaggio comune per indicare un ideale irrealizzabile, ma anche un progetto inattuabile. Nella nostra società, caratterizzata dalla velocità e dal desiderio di superare ogni limite, spesso viene usata l’ espressioni andare alla “ velocità della luce”, che è ultimamente sempre più riferita alla diffusione di notizie, di informazioni, di Twitter, ma anche più semplicemente alle persone che, soprattutto nelle società tecnologicamente avanzate, sentono l’esigenza di andare appunto “più veloci della luce”, auspicando quindi un progetto che è irrealizzabile e perciò un’utopia. Infatti, la velocità della luce, non è possibile superarla in nessun cas...

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