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Visualizzazione dei post con l'etichetta FILOSOFIA

SINTESI FINALE: LUCE

“ Dixit Deus fiat lux et lux facta est “ « Disse Dio: sia fatta la luce, e la luce fu fatta». E’ questa   l’espressione con la quale nella   Bibbia ( Genesi I,3,)   si indica l’atto   con il quale Dio, subito dopo la creazione del cielo e della terra, ordinò che comparisse la luce per dissolvere le tenebre che ancora dominavano l’abisso. La luce quindi è legata ad un atto creativo e così spesso, nel corso dei secoli, in particolare nella storia della letteratura antica, il sostantivo latino “ lux ” , che poi etimologicamente ritroveremo nella lingue neolatine come il   francese e lo spagnolo ( lumière e luz ), è utilizzato per celebrare la forza creatrice, la vita che si oppone alle tenebre e quindi alla notte. Ad esempio, può essere interessante notare come Il termine assuma una positiva e fondamentale funzione ideologica nel “ De Rerum Natura “ di Lucrezio, poema scritto nel I sec. A.C. dove   con l’espressione “ lumina solis ”, riferita nel Proemio a ...

MAPPA CONCETTUALE

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La LUCE nell'ETICA

''TOMMASO MORO: La luce della coscienza.'' In questo saggio, scritto da Miguel Cuartero Samperi nel 2019 per la casa editrice Studium, la figura di Tommaso Moro si erge come esempio di irremovibile solidità morale e di coscienza retta. La fortezza d’animo e la serenità con cui affrontò la drammatica vicenda della sua condanna a morte e del suo martirio, per mano del re Enrico VIII, fu solo il naturale epilogo di una vita virtuosa in cui emerse come caratteristica fondamentale il primato della coscienza che appunto come una luce,   lo illuminò. In tutte le scelte che dovette affrontare, non solo nel momento del suo processo, ma durante tutto il corso della sua vita. Il saggio, mette quindi in evidenza come la luce,   in una dimensione etica, venga spesso associata alla coscienza, sicuramente nella vita di Tommaso Moro tanto   che, anche    nella prefazione al libro “ Sir Thomas More santo e martire patrono dei governanti e dei politici ” Aa. Vv , Colombo, Roma...

LUCE nello ZIBALDONE

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ZIBALDONE Lo Zibaldone è una sorta di diario intellettuale in cui il poeta tra l’estate del 1817 e il dicembre del 1832, come scrive Giosuè Carducci che ne curò la prima edizione ( 1898-1900) annota “ un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovane illustre con se stesso su l’animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni ; di filosofia, di letteratura, di politica; su l’uomo, su le nazioni, su l’universo”. La parola zibaldone di etimologia incerta, significa “ mescolanza confusa di cose diverse”, o anche “ vivanda preparata con molti ingredienti” ed è usata da leopardi in riferimento alla varietà degli argomenti trattati, senza un criterio organizzativo, annotati giorno per giorno man mano che si affacciavano alla sua mente, in seguito alle sue meditazioni o alle sue letture. Nelle pagine dello Zibaldone , Leopardi elabora la sua “teoria della visione”, che insieme all...

LUCE e UTOPIA

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Dal nome dell’isola immaginaria in cui l’umanista e filosofo inglese Tommaso Moro (1478-1535) ambientò l’omonimo romanzo, formando   il nome   dalle parole greche ou ‘non’ e tópos ‘luogo’, per indicare un luogo che non esiste, il termine UTOPIA, viene oggi sempre più utilizzato nel linguaggio comune per indicare un ideale irrealizzabile, ma anche un progetto inattuabile. Nella nostra società, caratterizzata dalla velocità e dal desiderio di   superare ogni limite, spesso viene usata l’ espressioni   andare alla “ velocità della luce”, che è ultimamente   sempre più riferita alla diffusione di notizie, di informazioni, di Twitter, ma anche più semplicemente alle persone che, soprattutto nelle società tecnologicamente avanzate, sentono l’esigenza di andare appunto   “più veloci della luce”, auspicando quindi un progetto che è   irrealizzabile e perciò   un’utopia. Infatti,   la velocità della luce,   non è possibile superarla in nessun cas...

LUCE nella FILOSFIA CONTEMPORANEA

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POPPER: LA MENTE COME “ FARO” Karl Raimund Popper, è un filosofo austriaco;   nasce a Vienna nel 1902, dove studia filosofia, matematica e fisica ed è sicuramente uno dei più noti filosofi contemporanei che è arrivato a concepire la scienza non come un sapere certo, sicuro e assoluto, ma come una   conoscenza provvisoria.  Egli si può definire come un empirista critico, che non ha più bisogno di ricorrere al principio di induzione, ovvero il procedimento che va dal particolare all’universale e che sarebbe alla base della ricerca scientifica. Popper afferma che l’induzione, vista come procedimento di giustificazione delle teorie, non esiste. Infatti, per quanto numerose possano essere le osservazioni singolari, esse non potranno mai produrre teorie universali: “ per quanto numerosi siano i casi di cigni bianchi, che possiamo aver osservato, ciò non giustifica la conclusione che tutti i cigni sono bianchi ”. Il rigetto dell’induzione si accompagna a un rifiuto dell’osserv...

TESTIMONIAL della LUCE: NEWTON

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ISAAC NEWTON Nature and nature's laws lay hid in night; God said "Let Newton be" and all was light.   La Natura e le sue leggi erano celate nell’oscurità Dio disse: “Sia Newton!”, e tutto fu luce. il poeta neoclassico Alexander Pope scrisse questo epitaffio, proprio perché Newton è l’uomo che ha legato parte della sua vita a studiare la luce e quindi, si è guadagnato chiaramente il ruolo di testimonial di questa parola. (Approfondimento STEP 12) Link profilo Facebook:  https://www.facebook.com/Sir-Isaac-Newton-1430586040410163/

LUCE nel pensiero MEDIEVALE e MODERNO

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  FILOSOFIA MEDIEVALE  TOMMASO D’AQUINO – “ Summa theologiae”- 1265-1273   “ Se la luce sia un corpo o una qualità” , da   Summa theologiae , I, q. 67, aa 2-3  in S. Tommaso d'Aquino, La Somma Teologica, ESD, Bologna, 1996. La Summa theologiae, di Tommaso d’Aquino è un’opera composta fra 1265 e 1273. È divisa in tre parti e contiene l’esposizione della teologia destinata a chi intraprende lo studio della « sacra doctrina ». La trattazione è svolta mediante il metodo della quaestio . La Parte prima tratta di Dio   (Dio come causa agente) – a partire dalla dimostrazione a posteriori della sua esistenza mediante le cinque vie ed affronta 114 questioni. La Parte seconda tratta in primo luogo delle azioni dell’uomo, quindi il ritorno dell’uomo a Dio, che è causa finale, ed affronta 189 questioni . La Parte terza è incentrata sulla cristologia e sul significato del mistero salvifico dell’incarnazione. Nella prima parte, quella relativa a   Dio e ...

LUCE nei DIALOGHI di PLATONE

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"...alla dimora della prigione, e la luce del fuoco che vi è dentro al potere del sole. Se poi tu consideri che l'ascesa e la contemplazione del mondo superiore equivalgono all'elevazione dell'anima al mondo intelligibile, non concluderai molto diversamente da me [...]. Nel mondo conoscibile, punto estremo e difficile a vedere è l'idea del bene; ma quando la si è veduta, la ragione ci porta a ritenerla per chiunque la causa di tutto ciò che è retto e bello, e nel mondo visibile essa genera la luce e il sovrano della luce , nell'intelligibile largisce essa stessa, da sovrana, verità e intelletto."                                                                       Platone, La Repubblica, libro VII, 517 b - c Con il famosissimo “ Mito della caverna ”, Platone pone il tema della conoscenza come pi...