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Visualizzazione dei post con l'etichetta POESIA

SINTESI FINALE: LUCE

“ Dixit Deus fiat lux et lux facta est “ « Disse Dio: sia fatta la luce, e la luce fu fatta». E’ questa   l’espressione con la quale nella   Bibbia ( Genesi I,3,)   si indica l’atto   con il quale Dio, subito dopo la creazione del cielo e della terra, ordinò che comparisse la luce per dissolvere le tenebre che ancora dominavano l’abisso. La luce quindi è legata ad un atto creativo e così spesso, nel corso dei secoli, in particolare nella storia della letteratura antica, il sostantivo latino “ lux ” , che poi etimologicamente ritroveremo nella lingue neolatine come il   francese e lo spagnolo ( lumière e luz ), è utilizzato per celebrare la forza creatrice, la vita che si oppone alle tenebre e quindi alla notte. Ad esempio, può essere interessante notare come Il termine assuma una positiva e fondamentale funzione ideologica nel “ De Rerum Natura “ di Lucrezio, poema scritto nel I sec. A.C. dove   con l’espressione “ lumina solis ”, riferita nel Proemio a ...

MAPPA CONCETTUALE

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LUCE nello ZIBALDONE

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ZIBALDONE Lo Zibaldone è una sorta di diario intellettuale in cui il poeta tra l’estate del 1817 e il dicembre del 1832, come scrive Giosuè Carducci che ne curò la prima edizione ( 1898-1900) annota “ un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovane illustre con se stesso su l’animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni ; di filosofia, di letteratura, di politica; su l’uomo, su le nazioni, su l’universo”. La parola zibaldone di etimologia incerta, significa “ mescolanza confusa di cose diverse”, o anche “ vivanda preparata con molti ingredienti” ed è usata da leopardi in riferimento alla varietà degli argomenti trattati, senza un criterio organizzativo, annotati giorno per giorno man mano che si affacciavano alla sua mente, in seguito alle sue meditazioni o alle sue letture. Nelle pagine dello Zibaldone , Leopardi elabora la sua “teoria della visione”, che insieme all...

LUCE in un'OPERA POETICA

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LA LUCE Non rifugiarti nell'ombra di quel folto di verzura come il falchetto che strapiomba fulmineo nella caldura. È ora di lasciare il canneto stento che pare s'addorma e di guardare le form della vita che si sgretola. Ci muoviamo in un pulviscolo madreperlaceo che vibra, in un barbaglio che invischia gli occhi e un poco ci sfibra. Pure, lo senti, nel gioco d'aride onde che impigra in quest'ora di disagio non buttiamo già in un gorgo senza fondo le nostre vite randage. Come quella chiostra di rupi che sembra sfilaccicarsi in ragnatele di nubi; tali i nostri animi arsi in cui l'illusione brucia un fuoco pieno di cenere si perdono nel sereno di una certezza: la luce. EUGENIO MONTALE, Ossi di seppia 1925. Attraverso l’immagine di un pomeriggio estivo, afoso,  assolato, caratterizzato da un pulviscolo, che quasi limita la vista, Montale rivolge un’esortazione all’uomo e a sé stesso, riflettendo co...

La LUCE nella MITOLOGIA

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   Helios « Zeus padre, signore dell’Ida, grande e glorioso, Sole che tutti vedi e tutto ascolti, fiumi e terra, e voi che sotto terra punite da morti coloro che giurano il falso,                siate testimoni, e custodite i patti. »                                                                                                                                         Omero, Iliade, III, 276-280. Nell’Iliade troviamo il più antico riferimento al dio Helios, per i  Greci il dio dell’Astro solare,  che è  trasportato su un carro guidato da Apollo che sfreccia nel cielo, por...